Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2017

Anche quest’anno nel weekend del 27/28 maggio si è svolto a Cernobbio, paese sul Lago di Como, il Concorso di Eleganza di Villa d’Este. La manifestazione è un’esposizione di auto storiche alla quale da alcuni anni si sono aggiunti prototipi e conceptcar. Ecco le migliori vetture del passato, del presente e del futuro che erano in mostra.

BMW Serie 8 Concept: BMW fa la padrona di casa e presenta in anteprima mondiale la concept di quella che sarà la nuova Serie 8 (attuale Serie 6). La coupè di grosse dimensioni esce totalmente dal family feeling BMW lanciando una linea più grintosa e ricercata. Bene ma non benissimo, infatti la sua è una carrozzeria che è un già visto: Infiniti, Lexus e Aston Martin per citarne alcuni marchi. Per un’auto del calibro della Serie 8 mi aspettavo forme più futuristiche e sportive come quelle della i8.

BMW la Serie 8 Concept

BMW la Serie 8 Concept


Lamborghini Diablo SE: nel 1993 Lamborghini per festeggiare i suoi 30 anni crea una Special Edition della Diablo ed ecco spiegate le lettere SE nel nome. Un alleggerimento di 120 Kg rispetto alla standard è dovuto all’eliminazione di tutto il superfluo e all’abbandono della trazione integrale togliendo così molte parti meccaniche pesanti. I cavalli erano ben 525, ma potevano essere portati a 600 trasformandola in versione Jota con modifiche a motore e carrozzeria rinunciando però all’omologazione. L’accelerazione da 0 a 100 Km/h viene coperta in 4 secondi e in prima marcia. Tutte le 150 Diablo SE prodotte hanno la carrozzeria viola in segno di lutto per la morte di Ferruccio Lamborghini.

Lamborghini Diablo SE30

Lamborghini Diablo SE30


Audi Quattro: per vincere nei rally Audi monta per la prima volta la trazione integrale ad un’automobile non fuoristrada. Il segreto dell’Audi Quattro è la perfetta ripartizione della potenza su tutte le ruote che la rende stabile su ogni tipo di terreno e con qualsiasi condizione climatica.

Audi Quatt

Audi Quattro

Lancia Delta S4: visto il successo nelle competizioni di Audi con la Quattro, Lancia decide di rispolverare un vecchio progetto ed evolvere la 037. Per la prima volta viene accoppiato il motore posteriore alla trazione integrale. L’auto era nata per le gare, ma per  parteciparvi era richiesta la produzione di 200 esemplari stradali come questo. Il motore adotta per la prima volta la tecnologia turbo a doppio stadio e Lancia punta tutto sull’aumento della potenza che nelle varie evoluzioni parte da 250 CV fino a 650 CV: un valore stratosferico per un piccolo 1’750 a 4 cilindri.

Lancia Delta S4

Lancia Delta S4

Ferrari 575 Superamerica: cambio manuale, somma eleganza e sportività in puro stile Ferrari. I due posti secchi sono protetti da un tetto in vetro con apertura ribaltabile e modificabile in oscurità, opera di Leonardo Fioravanti.

Ferrari 575 Superamerica

Ferrari 575 Superamerica

Ferrari 550 Maranello Barchetta Pininfarina: l’apoteosi della sportività italiana in campo automobilistico è la carrozzeria chiamata barchetta. Le auto di questo tipo hanno come unica protezione dalle intemperie un piccolo parabrezza. L’ultimo esempio vero di barchetta è stata la Ferrari 550 Maranello Barchetta Pininfarina progettata interamente sotto la guida di Michael Schumacher.

Ferrari 550 Barchetta Pininfarina

Ferrari 550 Barchetta Pininfarina

Lamborghini Countach: vedere affiancate una delle prime e una delle ultime Countach è veramente stranissimo. Vicine, le due versioni, dimostrano quanto è stata modificata la linea pura a cuneo perfetto disegnata da Gandini che nel tempo si è rovinata con l’aggiunta di alettoni, minigonne, cerchi maggiorati e paraurti esterni per le norme USA. Questa vettura, in tutti i suoi anni di sviluppo, è riuscita comunque a segnare per sempre il design tipo del marchio Lamborghini.

Lamborghini Countach LP400 “Periscopica”

Lamborghini Countach LP400 “Periscopica”

Lamborghini Countach ultima versione

Lamborghini Countach ultima versione


Ferrari F40: l’ultima vettura nata sotto la guida di Enzo incarna in ogni soluzione adottata la storia del Cavallino. In questa auto: la carrozzeria e i finestrini sono in materiale plastico per essere leggeri, il motore è di piccola cilindrata con un turbo potentissimo per renderla la stradale più veloce, la meccanica si mette completamente in vista per favorire le riparazioni come sulle auto da corsa, per la prima volta sono stati utilizzati il kevlar e la fibra di carbonio. Tutte le caratteristiche elencate, unite alla creazione di un vero e proprio mito su quattro ruote hanno reso la F40 una delle vetture che ha aumentato di più il suo valore nel tempo.

Ferrari F40

Ferrari F40


Ferrari Enzo: eccola lei era il Sogno di tutti e l’auto del nuovo Millennio. Il modello ha un nome: Enzo ed anche un cognome cioè Ferrari ciò serve a spiegare tutto. Nata nel 2002 rappresentava il punto di incontro tra una vettura di Formula Uno e un’auto stradale. Sotto al cofano 660 CV al prezzo di 1’000 € ciascuno per un totale di 660 mila limitati in soli 399 esemplari. La carrozzeria è stata tracciata da Pininfarina aiutato dagli ingegneri della Scuderia Ferrari.

Ferrari Enzo

Ferrari Enzo

Lamborghini Miura: è lei la mamma di tutte le supercar. Miura è la pietra miliare che segna il definitivo passaggio dall’auto d’epoca a quella moderna. Le soluzioni progettuali adottate dalla Lamborghini sono tutt’ora utilizzati su quelle vetture che oggi chiamiamo supercar. La forma della carrozzeria e le sue proporzioni scolpite da Marcello Gandini resteranno per sempre nel cuore degli appassionati automobilistici.

Lamborghini Miura P400

Lamborghini Miura P400

Lancia Flaminia Sport Zagato: Flaminia era la più elegante delle auto anni cinquanta, non a caso è quella utilizzata dal Presidente della Repubblica durante le cerimonie. Sotto la matita di Zagato la Lancia Flaminia si trasforma modificando parte del suo carattere elegante in sportività estrema. A questa Lancia Flaminia Sport ho dato il mio voto come migliore della manifestazione, scelta ricaduta in polemica per la chiusura delle vendite Lancia nel mondo da parte di FCA. Lancia è un marchio con troppa storia e non merita di morire.

Lancia Flaminia Sport Zagato

Lancia Flaminia Sport Zagato


Abarth 1000 Bialbero Record e Lurani Nibbio:  le auto da record di velocità hanno sempre attirato la mia attenzione specialmente le storiche con la loro forma da siluro. Al Concorso D’Eleganza c’era un’Abarth 1000 Bialbero Record questa vettura dimostra in passato la grandezza del marchio dello Scorpione e quanto ai tempi si era attenti all’aerodinamica pura.  Lurani Nibbio è un’auto sconosciuta ed è l’unico esempio di automobile con motore Guzzi. La sua colorazione riprende quella delle Bugatti e il nome è quello di un uccello in pieno stile Guzzi: Nibbio è veloce come un rapace. Peccato che la proprietaria non aveva compreso la vera missione del Concorso cioè quella di poter avvicinarsi e poter toccare auto che normalmente sono messe su un piedistallo.

Abarth 1000 Bialbero Record

Abarth 1000 Bialbero Record

Lurani Nibbio

Lurani Nibbio


70 anni Ferrari? Male anzi malissimo, in una manifestazione del calibro di Villa d’Este i settant’anni del Cavallino andavano celebrati in maniera grandiosa mostrando vetture inedite che hanno segnato la Storia. Purtroppo le Ferrari esposte erano una 365 GT/4 Berlinetta Boxer, una 365 GT/B4 Competizione e una Spyder entrambe della Scuderia N.A.R.T. Desta sempre stupore il Cavallino con la bandiera americana al posto di quella italiana, ma è proprio così che Enzo aveva deciso.

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Ferrari 365 GT/4 Berlinetta Boxer (l’unica di colore verde pisello)

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Ferrari 365 GTB/4 Competizione Scuderia N.A.R.T.

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Ferrari 365 GTB/4 Spyder N.A.R.T.

Eravate presenti al Concorso d’Eleganza Villa d’Este? Impressioni sulle auto esposte?

Si ringrazia il Vero Lapo Elkann per il contributo fotografico 😉

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