Prova su stada: Alfa Romeo Giulia

Finalmente è arrivata! L’Alfa Romeo Giulia è stata presentata al pubblico nelle concessionarie quindi il Garage del Faso si è fiondato subito a provarla.
La versione provata era con il motore 2.2 diesel da 150 CV di colore nero metallizzato.

Esternamente Giulia è una berlina a tre volumi di grossa taglia. Il frontale ha una linea semplice, sembra una versione precedente della 159 e si distingue soprattutto per il nuovo scudetto Alfa, più grosso e meglio proporzionato che esalta il carattere sportivo dell’auto. E’ bruttissima, come sempre, la posizione della targa messa di lato e curvata.

Alfa Giulia

L’Alfa Romeo Giulia.

Lateralmente la carrozzeria di Giulia ha una linea di cintura alta e la vettura è protesa in avanti. Dietro è sportiva quasi slanciata e il piccolo alettone aiuta ad alleggerire la forma piatta del posteriore.

I cerchi in lega hanno il classico motivo Alfa Romeo, tanto caro agli appassionati e mettono in bella vista l’impianto frenante con le pinze colorate.

L’interno è spazioso, i sedili in tessuto pur essendo sportivi e contenitivi non sono di certo adatti a una vettura del segmento lusso, sarebbe preferibile la pelle (optional da € 1900) o un rivestimento in alcantara (per ora inesistente). La regolazione dei sedili è solo manuale con le leve, i movimenti elettici non sono disponibili nemmeno tra gli optional e penso sia una grave mancanza… anche se non hai bisogno di avvolgenti sedili in morbida pelle [citando la pubbicità].

interni Alfa Giulia

L’interno in pelle dell’Alfa Romeo Giulia

Il volante della Giulia è perfetto sia nelle dimensioni sia nell’ergonomia: è tagliato in basso come quello delle vetture sportive e i comandi sono ben sistemati. La vera chicca sul volante è pulsante di accensione e spegnimento messo sulla razza in basso a sinistra ricorda quello delle vetture del Cavallino. La chiave di accensione non necessita l’inserimento nel quadro, basta averla in tasca o in borsa. Finalmente Alfa si è evoluta.

Alfa Giulia volante

Alfa Giulia il volante con in pulsante Engine

Il cambio della Giulia provata è manuale, scelta che condivido a pieno, ma il pomello è in plastica, materiale inaccettabile per ogni vettura che sorpassa i 15 mila euro.  Il cassettino portaoggetti, davanti al passeggero, è poco spazioso e non curato come le alette parasole plastificate in pieno stile Fiat. Davanti al cambio c’è il porta bibite, tanto caro agli americani, che finalmente ha uno sportello che lo copre.

Su un’auto di questo segmento sono i dettagli a fare la differenza: alcuni scadenti come la giunzione tra montanti e cielo dell’abitacolo oppure le viti a vista delle portiere.

Alfa Giulia difetto

Difetto di assembalggio sull’Alfa Romeo Giulia. Le portiere tra loro non sono allineate.

In compenso la posizione di guida è buona, la seduta è ribassata, i comandi sono ben disposti e la visibilità è ottima favorita anche dagli specchietti retrovisori messi in alto.

Come si guida la Nuova Giulia? La risposta è: Giulia non si guida, si pilota.

La sensazione alla guida è oltre ogni mia aspettativa, l’auto trasmette il pieno controllo della strada rapidissima nei tratti rettilinei e sorprendente in curva.

La trazione è posteriore quindi si evidenzia il sovrasterzo, il posteriore della vettura esce di traiettoria durante le curve. La sensazione del sovrasterzo, tipica delle vere sportive italiane, è veramente controllata, infatti, Giulia anche nelle rotonde sembra muoversi sui binari.

Giulia test

Una delle Alfa Giulia a disposizione per i test drive.

La grande rapidità della vettura è dovuta alla sua leggerezza: il motore è realizzato in alluminio, l’albero di trasmissione è in fibra di carbonio. Il peso contenuto dell’auto si riflette quindi sui consumi, limitandoli.

Nel tunnel centrale è sistemato il selettore DNA, già conosciuto su MiTo e Giulietta le tre funzioni rimangono invariate: D significa Dynamic modalità che esalta la guida sportiva, N come Normal adatto alla guida di tutti i giorni, A inizialmente indicava All Weather da selezionare in caso di maltempo o fondi stradali sconnessi ora viene ribattezzata Advanced Efficiency per migliorare il comportamento di guida ottimizzando il consumo di carburante.

Girando la rotella del DNA da Normal a Dynamic, Giulia fa un vero e proprio balzo in avanti aumentando la risposta del volante, dei freni e soprattutto dell’acceleratore.  In Dynamic Giulia diventa una vera sportiva, se unita alle sospensioni optional Alfa Active, modifica l’assetto incollandola alla strada per facilitare la guida più cattiva.

Giulia posteriore

Nuova Giulia, versione Super.

Il cambio è un po’ duro negli spostamenti e gli inserimenti a volte non sono così perfetti. La leva è corta e ben posizionata.

La frenata della Nuova Giulia è forse la caratteristica più impressionante alla guida: provando la frenata d’emergenza l’auto inchioda letteralmente fermandosi in pochissimi metri di spazio. Il sistema frenate battezzato IBS: Integrated Brake System unisce il servofreno e il controllo di stabilità ESP in un solo sistema. Rispetto a un classico impianto frenante quello di Giulia non ha la pompa dei freni e quando entra in funzione l’ABS il pedale del freno non dà i classici colpetti al piede.

Voci sostengono che l’impianto frenante di questo tipo e i sedili posteriori con schienali fissi sono predisposizioni per un futuro ibrido, lo spero vivamente sarebbe il miglior modo per Alfa Romeo di attualizzarsi.

La sicurezza attiva alla frenata di emergenza è garantita dal sistema automatico anticollisione chiamato: Forward Collision Warning  il suo radar rileva ostacoli, veicoli , pedoni e se necessario attiva i freni.

Il sensore, montato di serie su tutte le Giulia, è messo sulla presa d’aria anteriore destra sporcando un po’ la linea frontale, sarebbe stato meglio integrarlo sotto lo specchietto retrovisore interno come molte case automobilistiche hanno fatto.

Alfa Giulia presentazione

L’Alfa Giulia durante la presentazione.

La Quadrifogio Verde sarà devastante: se già questo diesel con 150 CV esprime così tanta grinta figurarsi quella con il motore benzina da 510 CV arriverà di diritto fra le supersportive.

Giulia si è fatta attendere già per troppo tempo: ora ha bisogno dei motori benzina, di una versione ibrida e soprattutto di una station wagon, indispensabile per il mercato italiano.

Questo modello di Alfa Romeo, nel passato era conosciuto e temuto dagli automobilisti perchè era una vettura in divisa, usata sia dai Carabinieri sia dalla Polizia. Spero che anche questa nuova Giulia diventi presto una gazzella dei Carabinieri e una pantera della Stradale per finalmente far utilizzare una vettura italiana alle nostre forze dell’ordine. Giulia sarà presto affiancata nella gamma da un SUV che si chiamerà Stelvio, dicono avrà la stesse caratteristiche sportive tipiche Alfa Romeo incrementando la rinascita del marchio.

Il giudizio finale è: Giulia va provata, guidata e soprattutto pilotata.

L’Alfa Romeo Giulia ha mille piccoli difetti ed un grandissimo pregio.

Cosa ne pensate di questa nuova Giulia? Il Biscione di Milano è tornato a mordere le strade? Riuscirà a demolire “le solite berline tedesche”? Forza Alfisti scatenatevi!

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