Lamborghini Urus

Era il 1986 quando Lamborghini, dopo numerosi prototipi, incrocia la robustezza di un mezzo militare e l’eleganza una Range Rover per creare LM002: un fuoristrada inarrestabile su ogni terreno, capace di viaggiare a 201 Km/h quando le altre jeep sfioravano appena i 90 km/h. Le prestazioni irraggiungibili erano assicurate dal V12 5’167 cm3 con 450 CV proveniente dalla Countach Quattrovalvole. LM002 vendeva nei neonati mercati arabi ma i suoi consumi, che oscillavano tra i 4 e gli 1 km con 1 litro, in tempi di austerity lo rendevano improponibile per i paesi europei. Il fuoristrada sportivo era un concetto troppo futurista per l’epoca così LM002, come altri progetti azzardati, portarono alla crisi del marchio Lamborghini.

Del frontale della Lamborghini Urus si notano subito le enormi prese d’aria e il cofano piatto.

Al Salone di Pechino del 2012, allo stand Lamborghini, viene presentato Urus: il concept per un SUV con il marchio del Toro. Durante il lancio del prototipo l’allora CEO Lamborghini Stephan Winkelmann annuncia che nel 2018 la casa di Sant’Agata avrebbe prodotto il SUV sulla base del prototipo di Urus. Le reazioni sono state le più disparate: dallo stupore alla critica più totale dicendo che un marchio sportivo come Lamborghini non avrebbe mai dovuto cedere alla moda dello Sport Utility Vehicle.

Lamborghini ha creduto molto nel Progetto Urus tanto da raddoppiare la grandezza dello stabilimento, andando ad investire sui processi di produzione. La data prefissata del 2018 è stata anticipata al 04/12/2017 infatti a Sant’Agata, con una sontuosa cerimonia, è stato lanciato Urus il primo SuperSUV.

Lamborghini Urus riesce anche a cavarsela nel fuoristrada.

Davanti si notano le linee tese tipiche del marchio Lamborghini ed il cofano alto e piatto. Le prese d’aria ampie e cattive fanno prendere il giusto fiato al motore. Il frontale è veramente aggressivo, pronto per mangiare la polvere: l’unico neo è il radar messo in una posizione brutta esteticamente e troppo esposta agli urti.

Lateralmente si riconosce per linea alta di cintura e la forma del tetto che si raccorda al paraurti posteriore per migliorare l’aerodinamica. Accanto alle ruote anteriori spunta una presa d’aria triangolare a ricordare quella dell’antenata LM002. Grosso difetto sono le maniglie delle portiere: troppo ordinarie per un’auto di alto livello infatti avrebbero dovuto essere a scomparsa come quelle di Tesla e Range Rover Velar.

Dietro Urus è alto da terra, il lunotto posteriore è piccolo ma per le manovre ci si può affidare agli aiuti elettronici. Sotto al baule escono quattro scarichi sportivi visti sul concept Asterion. Il suono proveniente dal motore è stato parametrato per avere un timbro da Lamborghini.

Il posteriore della Lamborghini Urus ha quattro scarichi e i fari con il profilo ad Y.

Il motore chiaramente è posizionato anteriormente, dalla forma compatta nonostante la grossa cilindrata.

Motore: V8 bi-turbo
Cilindrata: 3996 cm3
Potenza massima: 650 CV a 6000 giri/min

Velocità massima: 305 Km/h
0-100 km/h 3,6 sec.

La scelta del motore bi-turbo è stata giustificata da Lamborghini per migliorare lo spunto in partenza sui terreni instabili, purtroppo è stato un obbligo imposto dalle normative sulle emissioni inquinanti. Urus monta di serie un impianto frenante con i dischi carboceramici, più adatti ad un utilizzo in pista piuttosto che nel fuoristrada. La frenata è rapidissima: servono appena 33,7 metri per fermare i 2’200 Kg da 100 Km/h.

La trazione è ovviamente integrale a ripartizione elettronica. Novità assoluta per un SUV è il passo corto virtuale, l’asse sterzante posteriore utile per migliorare l’agilità alle alte velocità.

All’interno di Lamborghini Urus spicca la leva del cambio che nella forma prende ispirazione dall’acceleratore degli aerei caccia. Ai lati ci sono i comandi Anima ed Ego.

L’interno è disponibile in due configurazioni: a cinque posti con il  divano posteriore classico oppure con quattro sedili singoli come era l’ LM002. Sempre in memoria del primo fuoristrada di Lamborghini sono disponibili anche le finiture in radica, ormai sparite dalle auto. Davanti al guidatore c’è il quadro strumenti digitale a cui Lamborghini ci ha abituato ed eventualmente l’Head-Up Display. Il cambio è automatico ad otto rapporti e la forma della leva prende spunto dall’acceleratore degli aerei caccia. Il comando ANIMA è stato spostato dal volante al tunnel centrale per essere più comodo mentre si guida. Alle famose modalità: Corsa, Sport e Strada si è aggiunta Neve per garantire la migliore stabilità sui fondi viscidi. Per chi volesse un Urus quasi inarrestabile, come optional, è possibile ampliare ANIMA con “Terra” e “Sabbia” così da trasformare il SuperSUV in un Fuoristrada Sportivo.

L’interno di Lamborghini Urus può montare anche quattro sedili singoli come li aveva l’ LM002.

 

Dall’altro lato del cambio, accanto al passeggero, è stato messo il manettino di Ego: ora il dispositivo che permette di settare tutti i parametri dell’auto desiderati e salvarli è un vero pulsante non più una funzione interna al quadro strumenti. Il tutto nuovo sistema di gestione dell’auto montato sul tunnel centrale è stato chiamato Tamburo.

Il telaio di Urus è stato studiato per restituire una sensazione alla guida tipica da automobile, anche se non è possibile andare contro le leggi della fisica. Alcuni giorni prima della presentazione, con la carrozzeria ancora camuffata, i giornalisti hanno potuto fare dei giri in pista. Occorrerà aspettare le prime consegne per i test seri su strada e fuoristrada.

Urus non è una vettura sportiva, né tantomeno una supercar.  Urus è la dimostrazione del concetto Lamborghini di SUV. Il SUV con il Toro esisteva già trenta anni fa, perchè non rifarlo? Attenzione che il prossimo potrebbe avere il Cavallino.

Cosa ne pensate della Lamborghini Urus?

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