Salone di Ginevra 2019 seconda parte

Ecco la seconda parte delle auto del Salone dell’auto di Ginevra viste dal Garage del Faso. Proprio come la prima parte.

Arus

Senat L600 e S700: al Salone di Ginevra è stata presentata la prima casa automobilistica di lusso made in Russia. La Senat L600 davanti sembra una Lancia Thema (Chrysler 300G) e tutto il resto è fortemente ispirato alla Rolls-Royce Phantom. Il motore è un gigantesco V8 4.4 litri di derivazione Porsche, accoppiato ad un elettrico, soltanto per avere la coscienza un po’ verde. Su richiesta del presidente Putin Arus ha creato la Limousine S700 una vettura di rappresentanza, blindata come un carrarmato e degna della The Beast americana.

Senat L600 sarà la Rolls-Royce russa.
Arus Limousine S700 studiata per il capo del Governo.
Della Limousine si poteva vedere solo l’abitacolo dell’autista. Dietro era top secret.

GFG

Kangaroo: Giugiaro padre e figlio, mollato Italdesign, hanno creato il secondo prototipo tutto loro. Una supercar a ruote alte, qualcosa di già visto, come la mitica Parcour ma tutta elettrica. Bella l’idea di Fabrizio, però i colpi di genio del Maestro Giorgetto sono andati ben oltre.

La GFG Kangaroo è una supercar a ruote alte.
La Kangaroo è molto simile alla Italdesign Parcour.

Hispano Suiza

Carmen: I potenti del mondo in passato viaggiavano su: Rolls-Royce, Isotta Fraschini e Hispano Suiza. Il marchio Hispano è tornato con un’auto dalle forme del passato di ispirazione Bugatti ancora di più della Voiture Noire. Sotto la linea della carrozzeria di ieri c’è un motore elettrico che proietta questa vettura nel futuro.

Interni curatissimi come le Vere Hispano Suiza.
Richiamo alle linee del passato quasi Atlantic.
La Hispano Suiza Carmen rinuncia al motore ma non alla coda di rondine.

Italdesign

DaVinci: Nella matita e nel cuore di Filippo Perini è sempre rimasto il Toro. Con questa Da Vinci si è partiti dal mito della Lamborghini Bertone Marzal per arrivare a quella che potrebbe essere la nuova Espada. Segno di riconoscimento il Tricolore vicino alle ruote anteriori.

La Italdesign DaVinci è di forte ispirazione Lamborghini.
Una Gran Turismo a quattro posti con le portiere che si sollevano proprio come la Bertone Marzal.

 

Koenigsegg

Jesko: Christian il proprietario dell’impronunciabile casa automobilistica svedese, che porta il suo cognome, ha dedicato un modello alla prima persona che ha creduto in lui cioè il padre, che si chiama appunto Jesko. Il motore è una bestia da 1.300 CV che possono diventare 1.620 CV mettendo come carburante una miscela di bioetanolo e benzina. L’auto è pronta per raggiungere la fatidica quota dei 500 Km/h. L’alettone posteriore è enorme con una forma insolita che ha molto dell’aeronautico. Il tetto in carbonio si stacca trasformandola in targa. Grande Koenigsegg: il Pagani del nord Europa.

Il cuore della Koenigsegg Jesko potrebbe spingerla fino ai 500 all’ora.
L’ala posteriore della Koenigsegg Jesko sebra montata al contrario.

Manifattura Automobili Torino

New Stratos: già la linea della carrozzeria è quasi la stessa di Gandini con l’aggiunta dei colori Alitalia e i fari padelloni è la consacrazione di un mito. Nonostante le critiche ricevute la New Stratos è la dimostrazione di quanto sia attuale il progetto di quaranta anni fa. Vederla al centro dello stand e fotografata da chiunque mi lascia perplesso la totale indifferenza di FCA.

La New Stratos con la livrea Alitalia è un tuffo nel passato.
I fari “padelloni” della New Stratos raccontano la Storia del Rally.

Mole Costruzione Artigianale:

Almas: questa non è più un’auto ricarrozzata, come le precedenti, ma è una vettura tutta nuova. Le forme della Almas riprendono auto italiane del passato come l’Alfa Romeo Montreal e la mitica Ferrari 250 Testa Rossa. Il motore è segreto ma l’ispirazione del Biscione è molto forte.

Mole Costruzione Artigianale la Almas è di forte ispirazione del Biscione.

Carrozzeria Touring Superleggera

Sciàdipersia Cabriolet: la richiesta di un cliente si fonde con lo stile di Touring ed ecco che la Sciàdipersia toglie il tetto. La base di partenza è la Maserati Grancabrio e i tratti vanno a riprendere Aston Martin. Bella senza dubbio, nessuno riesce così nel 2019.

La Touring Superleggera Sciàdipersia Cabriolet si avvicina ad Aston.
Sciàdipersia Cabriolet la base è la Grancabrio. Preferisco comunque la coupè.

Pagani

Zonda C12 e Huayra Roadster: Pagani celebra così i suoi 20 anni di fondazione affiancando la prima e l’ultima delle sue vetture nel segno della continuità. La Passione di Horacio dal garage di casa è arrivata ad essere una delle case automobilistiche più conosciute al mondo in fatto di hypercar. Pagani dall’essere un perfetto sconosciuto ora vende 100 auto tutte in un colpo…e la prossima sarà devastante! Horacio oggi è quello che era 40 anni fa Enzo.

Zonda C12 esattamente 20 anni fa era di un perfetto sconosciuto. Oggi è Pagani
Interni sartoriali e specchietti in alto: era il 1999.
Il posteriore avrebbe dovuto essere la nuova Lamborghini Countach.
Una Huayra Roadster gentilmente concessa da un cliente appena uscita dalla fabbrica.
Ogni creazione porta la sua firma: Horacio Pagani.
Gli specchietti retrovisori a forma di occhio di donna e i quattro scarichi come le casse dove esce buona musica.

Piëch Automotive

Mark Zero: quando tuo padre è Ferdinand Piëch, ex presidente di Volkswagen e discendente di Porsche puoi permetterti tutto, anche di costruire auto tue. Mark Zero è una bella coupè dalle linee eleganti del passato. Zero sono le sue emissioni perchè è elettrica.

Piëch Automotive se sei il nipote di Porsche.

Pininfarina 

Battista: nome di questa supercar riprende quello del fondatore della storica carrozzeria italiana cioè Battista detto “Pinin” Farina, perchè era il più piccolo dei fratelli. La nuova creazione di Pininfarina stupisce per le sue prestazioni:  l’equivalente di 1.900 CV elettrici con 2.300 Nm di coppia e un’autonomia di 450 km. Lo 0 a 100 km/h viene bruciato in meno di due secondi e ne servono meno di dodici per raggiungere i 300 km/h da fermo. Della Battista verranno prodotti 150 esemplari, ma la cosa che più spaventa è che questa è la prova di una Ferrari elettrica.

Pulizia nelle linee per la Pininfarina Battista.
Pininfarina Battista vista così fa paura……..la Ferrari ELETTRICA.

Polestar

The Polestar 2: quello che era il reparto sportivo di Volvo si separa per diventare 100% elettrico. Il modello 2 riprende la semplicità quasi zen delle vetture svedesi. Tutto in questa auto è semplice, quasi monotono, se non avesse le cinture di sicurezza gialle sembrerebbe un’automobile robot disegnata da un computer. Lo stand di Ginevra lasciava a bocca aperta per le dimensioni. Credo che a Polestar serva più personalità.

Polestar 2 sembra quasi un render.

Puritalia

Berlinetta: è un orgoglio italiano questa vettura Made in Napoli. Carrozzeria con forme d’altri tempi e un motore a benzina 5.0 V8 Supercharged davanti da 750 CV e uno elettrico dietro plug-in da altri 215 CV. Complimenti per le rifiniture quasi sartoriali.

Puritalia Berlinetta: l’auto Made in Napoli.
Ritorno alle glorie con la Puritalia Berlinetta.

Zenvo

TSR-S: sempre un gradino più un su per la casa automobilistica danese. TSR-S ha Fibra di carbonio ovunque e 1200 CV sotto al cofano. La particolarità di questa supercar è l’ala posteriore che si inclina sterzando il volante. Il movimento dell’alettone posteriore è quasi “molle” come se fosse l’ala di un uccello trasportato dal vento.

La Zenvo TSR-S con il suo alettone molle.
Zenvo migliora la qualità percepita delle sue auto.

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