Dopo 40 anni la Golf è ancora alla moda

Auguri alla Volkswagen Golf che festeggia 40 anni! Ripercorriamo insieme la storia di quest’auto.

Prima serie

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i bozzetti della Golf fatti da Giorgetto Giugiaro

E’ il 1974 quando ai vertici di Volkswagen si prende la decisione importante di mandare in pensione il modello che ha avuto più successo sul mercato: il Maggiolino.

Per sostituirla cercano un’automobile nuova e che riprenda a pieno il significato della parola Volkswagen (vettura del popolo), quindi economica, semplice da mantenere e alla portata di tutti.
Con la presentazione del primo prototipo c’è non solo un’evoluzione del modello, ma dell’intero marchio. Rispetto al Maggiolino sono abbandonate le linee tonde con motore e trazione posteriori per dar vita a un’auto dalla forma moderna a motore e trazione anteriore.

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Prima serie

 

Il design è squadrato, più aerodinamico e la carrozzeria spigolosa risulta semplice da sistemare per i danni causati da piccoli urti.
La mano che la disegna e la mente che la progetta sono di un italiano: Giorgetto Giugiaro che anticipa il concetto di automobile moderna a due volumi, compatta e soprattutto maneggevole.
Si sta avvicinando la crisi energetica fatta di targhe alterne, caro della benzina e austerity; quest’auto è l’ideale perché è leggera quindi a basso consumo.

Nel 1973 la Golf diventa Cabrio, la possibilità di abbassare la capote è adatta a chi cerca una guida con il vento tra i capelli.

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la versione GTI si riconosce perchè ha la mascherina frontale bordata di rosso

Il successo è inaspettato in soli 2 anni si raggiunge il milione di vetture prodotte e le vendite continuano ad aumentare. Nel 1976 è lanciata una nuova versione: la  GTI   “Gran Turismo Iniezione” sportiva e cattiva, sognata dai giovani, da sempre contraddistinta dalla bordatura rossa attorno alla mascherina frontale e dai suoi sedili in tessuto a quadretti scozzese. La sigla GTI era già stata utilizzata in precedenza da Maserati con la 3500 GTI.

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la versione GTI ha da sempre l’interno con i sedili in tessuto a quadretti scozzese

Sempre nel 1976 è presentata Golf D con motore diesel aspirato da 50CV: una delle prime auto ad apparire sul mercato con questo tipo di alimentazione, dimostrando che non è solo per i camion.

 

Seconda serie

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Seconda serie

Nel 1983 è raggiunta la quota di 7 milioni di Golf vendute. Dato che il mercato è ormai saturo è necessario apportare sostanziali modifiche al modello. Nasce così la seconda serie ed è l’anno del boom: la Golf è diventata uno status symbol degli anni 80. Per 10 anni è l’auto più desiderata in Italia.
In questo periodo si inizia a parlare di optional: ABS, climatizzatore,servosterzo, cambio automatico e benzina verde.
La grande novità è la trazione integrale Syncro disponibile sui modelli 3 e 5 porte: il 4×4 su una vettura “normale” anticipa il concetto di stabilità e sicurezza dovuto a questo sistema di trazione.

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Golf Country in un percorso fuoristrada

La massima espressione del concetto di 4×4 è la Golf Country del 1990 con assetto rialzato, paraurti tubolari e ruota di scorta sul portellone, il primo esempio di serie di auto crossover.

In alcuni saloni sono già esposti prototipi elettrici o ibridi, il futuro si avvicina.

 

Terza serie

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Terza serie

Nel 1992 entra sul mercato la Terza serie riconoscibile per i fari quadrati davanti, più moderni, pensare che il modellino di Giugiaro del 1974 li aveva già, ma furono scartati perché troppo costosi da produrre.

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la Golf con carrozzeria stion wagon si chiama Variant

La moda si evolve Golf ha bisogno di una stion wagon e quindi ecco la Golf Variant che in versione Ecomatic aveva il primo esempio di sistema start&stop.
Anni 90 arriva la moda dell’eccesso con il mito degli alettoni, le prese d’aria e i cerchioni maggiorati. Tutti vogliono sentirsi un po’ come nel film Fast and Furious si diffonde il concetto di tuning.

 

Quarta serie

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Quarta serie

Nel 1997 vengono disegnate linee moderne e le proporzioni che tutt’ora rendono riconoscibile la vettura. Nel 2002 viene presentata la belva la più cattiva Golf R32 con il fatidico traguardo dei 250 km/h e che un anno dopo monterà il cambio DSG a doppia frizione.

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Golf R32 il numero 32 indica la cilindrata 3.200 cc

 

 

Quinta serie

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Quinta serie e sullo sfondo le sue antenate

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dettagli della monovolume Golf Plus

Nel 2005 la Golf diventa quasi la concorrenza di se stessa perchè la sorella Audi A3 ha più successo perché più elegante, più alla moda e più costosa, il mito di Golf inizia ad offuscarsi. Tutte le case automobilistiche si scatenano è il modello più copiato quindi a Volkswagen serve un nuovo tipo di carrozzeria ed ecco arrivare la monovolume Golf Plus.

 

Sesta serie

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Sesta serie

 

Nel 2008 per far risorgere il modello, occorre un design più accattivante quindi il progetto è affidato nuovamente a un importante matita italiana. La linea è di Walter De Silva designer di riferimento di tutto il gruppo Volkswagen. I clienti diventano sempre più esigenti, la macchina deve essere comoda e quasi un robot, non più solo bella da guidare, perciò vengono montati i sistemi elettronici per mantenere la distanza di sicurezza, le luci e i tergicristalli si accendono da soli. Tutti si ricordano la pubbilcità in cui la macchina trova e si infila nel parcheggio da sola (Volkswagen Touran).

 

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Golf Cabrio è disponibile anche nella versione più spinta la R

Nel 2011 è rimessa in commercio la Golf Cabrio, dopo una lunga assenza dal 2002, l’alternativa era la Volkswagen Eos un coupé cabriolet in produzione dal 2006 che però non ha avuto il successo sperato. Pensare che leggenda vuole che il capo di Volkswagen prima di metterla in produzione ha voluto vedere la realizzazione di 100 tetti mobili senza difetti di costruzione.
Il mercato però richiedeva la Golf Cabrio vera con il tetto in tela quindi i fanatici di questa vettura sono stati accontentati, hanno avuto la loro Golf a cielo aperto anche nelle versioni con i motori più potenti.

 

Settima serie          (attualmente in produzione)

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Settima serie in versione e-Golf con motorizzazione 100% elettrica

 

Settima serie 2012 rispetto alla generazione uscente la nuova segmento C tedesca è più lunga di 5.6 cm (4.255 m totali), più larga di 1.3 cm (1.799 m) e più bassa di 2.8 cm (1.452 m), mentre il passo aumenta di 5.9 cm (2.637 m) e le carreggiate si allungano di 8 mm all’anteriore (1.549 m) e 6 mm al posteriore (1.520 m). Il corpo vettura risulta quindi più muscoloso e slanciato, meno tozzo.

Il vero passo avanti è il risparmio di peso ben 100 Kg grazie all’utilizzo di alluminio e materiali compositi che grazie a questa enorme cura dimagrante hanno abbassato drasticamente i consumi favorendo la guidabilità. Nuovi modelli in produzione con sistemi di propulsione ecologici: TGI a metano, GTE l’ibrida plug-in, eGolf 100% elettrica.

 

Alcune curiosità:

Su base Golf è stato prodotto anche un pick-up con il nome di Caddy.La versione tre volumi di Golf cioè con il baule sporgente ha avuto diversi nomi: Bora, Vento e Jetta quest’ultimo poco apprezzato dal mercato italiano perchè richiama le parole Jella o Jettatura.In America del Sud la Golf si chiama Caribe mentre negli USA è conosciuta come Rabbit il nome è presente in molti film e videogiochi.

Cosa ne pensate di questa auto? Siete stati afascinati dal mio di Golf? Se l’articolo ti è piaciuto condividilo su Facebook

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